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Costo Notaio

Qual è il costo del notaio? Può sembrare in apparenza una domanda banale. Probabilmente è una delle prima cose che si chiede chi, per la prima volta, ha bisogno dell’intervento del notaio. Del resto ogni qual volta che si richiede un servizio professionale è lecito domandarsi quale sarà il costo corrispondente; in più, per quanto concerne la consulenza notarile, il settore è piuttosto tecnico e articolato e non mancano luoghi comuni e disinformazione che contribuiscono a creare preconcetti e pregiudizi sul costo del notaio. Chi compra casa con il mutuo ipotecario, tendenzialmente si vedrà riconoscere fino all’80% del valore dell’immobile ma, in questa percentuale, la banca non tiene conto di spese extra che l’acquirente dovrà sostenere; tra queste ultime una delle più importanti è proprio il costo del notaio. Ecco perché, non di rado, l’importo del preventivo può stupire o creare disappunto.
Cerchiamo di rispondere.

A ben vedere, così formulata, la domanda già di per sé nasconde il rischio di cadere in luoghi comuni o errori concettuali. Appare opportuno all’uopo chiarire alcuni concetti cruciali in merito al ruolo del notaio (competenze e responsabilità) e alle voci di spesa incluse nel preventivo notarile. Non di rado infatti, per chi non è esperto nel settore è alto il rischio di confondere l’onorario del notaio, che rappresenta in senso stretto il compenso del professionista, con l’importo addebitato nella fattura del notaio (ovvero sul totale che risulta dal preventivo notarile). E anche una volta individuata la voce del preventivo che corrisponde all’onorario, non sempre si ha piena consapevolezza di che cosa si sta pagando e perché.

Preventivo notarile: costo notaio e spese per l’atto


Riuscire a fare chiarezza su questi aspetti primari risulta di essenziale importanza. Di fronte al preventivo del notaio può capitare di chiedersi quanto costa un atto o perché l’onorario del notaio sia (all’apparenza) così alto?

Con “costo dell’atto” ci possiamo riferire ad alcune voci di spesa fisse e imposte che il notaio incassa per conto dello Stato. Si tratta, in altre parole, di quello che costa al contraente fare un determinato atto notarile. Ma è un importo, questo, che non rientra nell’onorario del notaio e che, invece, confluisce nelle casse dell’Erario.
Analogamente nel preventivo il notaio recupera anche alcune spese che anticipa per il cliente e che quest’ultimo dovrebbe sostenere presso pubbliche amministrazioni per la preparazione dell’atto e dei successivi adempimenti.

Quanto incidono queste voci nel preventivo notarile? Rispondere a questa domanda ci permette, per differenza, di calcolare l’onorario del notaio.
Tuttavia le imposte dovute allo Stato (registro - iva e imposte fisse) variano a seconda del tipo di atto. Ecco perché è importante ottenere un preventivo notarile analitico e dettagliato in cui tutte queste singole voci siano ben specificate.
Tutto quello che esula da queste voci rappresenta il compenso del notaio? Non proprio. Alla cifra restante infatti occorre anche sottrarre
idealmente le spese che il notaio sostiene per garantire l’efficienza dell’organizzazione dello studio, come il personale, l’affitto, l’infrastruttura ecc. Sono costi che incassa il notaio ma che, a ben vedere, non rappresentano in senso stretto un compenso per il lavoro ma una sorta di rimborso spese per tutti i beni e i servizi che gli permettono di svolgere l’attività notarile.

Ricordiamo peraltro che, per quanto dettagliato e basato su dati oggettivi, il preventivo non dovrà essere considerato vincolante al 100%, poiché la complessità della pratica può essere verificata solo al termine del procedimento giuridico che porterà al risultato finale. Questo significa che, sebbene sia confermata la valenza orientativa del preventivo notarile, alcune lievi spese aggiuntive potrebbe in ogni caso emergere nel corso della pratica.
Ad ogni modo, solo dopo aver sottratto dal totale del preventivo notarile anche questa voce, avremo scorporato l’onorario del notaio in senso stretto. 
Vi sembra ancora troppo alto? A questo punto appare d’obbligo chiarire che cosa fa il notaio: quali compiti rientrano nel suo intervento e quali sono le responsabilità connesse.

Che cosa fa il notaio? Oneri e responsabilità inclusi nell’onorario


A volte le parti incontrano il notaio direttamente al momento della firma dell’atto o, al massimo, una sola volta prima di questa data. Questo, in maniera superficiale, può portare a pensare che, quello che si paga al notaio, è il tempo dedicato alla firma dell’atto. Ma sarebbe come pensare che uno scrittore si dedichi al libro solo in un’oretta che impiega per la sua presentazione in libreria. Prima di giungere alla firma dell’atto, il notaio avrà dovuto compiere una serie di attività di indagine e di verifica di legalità che variano in base al tipo di atto richiesto. Nel caso di rogito per l’acquisto di casa ad esempio, il notaio dovrà verificare l’identità delle parti e, mediante apposite visure catastali, escludere che sull’immobile oggetto della compravendita gravino vincoli o ipoteche non noti alle parti; solo dopo aver compiuto queste verifiche, lo studio notarile può procedere alla redazione dell’atto che le parti firmeranno. Dopo l’incontro per la firma dell’atto il compito del notaio prosegue con la registrazione dell’atto. Appare chiaro dunque che, il momento della firma dell’atto in presenza delle parti, che sia esso un rogito per acquisto casa, un atto costitutivo di una nuova società, l’apertura di un’eredità etc. altro non è che la punta di un iceberg. Il notaio agisce in qualità di pubblico ufficiale a garanzia degli interessi delle parti e della veridicità e attinenza di quanto dichiarato nell’atto.

Fatta questa doverosa precisazione, si potrebbe capire perché la ricerca del notaio più economico potrebbe non essere saggia e dovrebbe in ogni caso tener conto di questi aspetti per evitare di mal considerare il lavoro di questo professionista. Forse il costo del notaio che emerge dal preventivo ricevuto per l’atto continuerà a sembrare alto per quelle che sono le proprie possibilità economiche, ma probabilmente si avrà maggiore consapevolezza di quello che include e quindi non si cadrà facilmente nel luogo comune di considerarlo non congruo o esagerato.
Inoltre la buona notizia è che parte del costo notaio può essere recuperata al momento della dichiarazione dei redditi.

Il costo del notaio si può portare in detrazione?


Parlando del costo del notaio infine appare dunque opportuno dare indicazioni sulla possibilità di portare in detrazione la fattura per l’atto notarile, recuperando parte della spesa. Anche in questo caso saper leggere il preventivo notarile analizzando le singole voci torna utile per comprendere quali spese si possono portare in detrazione e quali sono invece i costi del notaio che non si possono recuperare.

Le spese notarili detraibili includono l’onorario del notaio e le spese che il professionista ha sostenuto per conto del cliente (ad esempio, come accennato sopra, quelle per l’ispezione ipotecaria o l’iscrizione di ipoteca). La detrazione delle spese notarili è prevista per le ipotesi di mutuo per acquisto di immobile adibito ad abitazione principale (entro un anno dall’acquisto). Nel caso di mutuo cointestato, la detrazione spetta a ciascuno dei due contraenti in misura uguale. La detrazione per le spese del notaio permette di recuperare fino al 19% degli oneri ma la detrazione massima, inclusi gli interessi passivi del mutuo e gli oneri accessori, non può essere superiore a quattro mila euro. Per scaricare le spese notarili nel modello 730 sarà sufficiente conservare la fattura del notaio pagata, in modo tale da poter provare l’effettivo sostenimento della spesa da parte del contribuente.