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Comprare la prima casa è il sogno di una vita, ma l'impatto con le tasse di registro, l'IVA e le spese notarili può trasformarsi in un incubo se non si conoscono le regole del gioco. Fortunatamente, la normativa italiana prevede un pacchetto di incentivi fiscali corposo per chi acquista l'abitazione principale.
Tuttavia, con l'arrivo del 2026, lo scenario dei bonus edilizi e delle agevolazioni sulle compravendite ha subito modifiche e chiarimenti importanti da parte dell'Agenzia delle Entrate. Orientarsi tra vecchi requisiti confermati e nuove interpretazioni è l'unico modo per pianificare il budget senza rischiare revoche future e sanzioni pesanti.
In questa guida analizzeremo, con dati aggiornati e tabelle pratiche, tutto quello che devi sapere sulle agevolazioni prima casa 2026, spiegandoti come azzerare gli errori prima di sederti nello studio del notaio.
Le agevolazioni prima casa sono uno sconto massiccio sulle imposte d'atto che il notaio deve riscuotere per conto dello Stato al momento del rogito. Lo sconto cambia radicalmente a seconda che tu stia comprando l'immobile da un privato o direttamente dall'impresa costruttrice.
Senza le agevolazioni, l'acquisto di una casa da un privato prevede un'imposta di registro pari al 9% del valore catastale. Con le agevolazioni prima casa attive nel 2026:
Se compri una casa nuova o in cantiere dall'impresa edile, l'operazione è soggetta a IVA, calcolata sul prezzo reale di vendita. Senza agevolazioni l'IVA è al 10%. Grazie ai bonus prima casa:
Lo sconto sulle tasse non è automatico. Per poterne usufruire, l'acquirente deve rilasciare una serie di dichiarazioni all'interno dell'atto notarile. Mentire o commettere un errore formale significa perdere l'agevolazione, dover pagare la differenza dello Stato e subire una sanzione pari al 30% della differenza, oltre agli interessi di mora.
Ecco i requisiti previsti dalla legge:
Non tutte le case sono uguali per il fisco. Le agevolazioni spettano solo per gli immobili ad uso abitativo che non sono considerati di lusso. Sono ammesse le seguenti categorie:
Sono tassativamente escluse le categorie signorili e di lusso: A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
Questo è il punto che genera più contenziosi con il fisco. L'immobile deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l'acquirente ha la propria residenza anagrafica, oppure in cui stabilisce la residenza entro 18 mesi dall'acquisto.
Fa eccezione il cittadino italiano che lavora all'estero (AIRE), il quale può acquistare l'immobile come prima casa in qualsiasi Comune italiano, purché si tratti della prima abitazione sul territorio nazionale.
L'acquirente non deve essere titolare esclusivo (o in comunione con il coniuge) dei diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di un'altra casa nel territorio del Comune in cui si trova l'immobile da acquistare.
Non devi avere su tutto il territorio nazionale la proprietà o altro diritto reale su un'altra casa acquistata sfruttando le medesime agevolazioni prima casa.
Se possiedi già una vecchia prima casa, la legge ti concede una finestra di tolleranza: puoi comprare la nuova casa con le agevolazioni, a patto che tu venda la vecchia prima casa entro 1 anno (365 giorni) dalla data del nuovo rogito notarile. Se scade l'anno e non hai venduto, scatta l'evasione fiscale automatica.
Un dubbio frequente riguarda i locali accessori, come il garage o la cantina. Le agevolazioni prima casa spettano anche per l'acquisto delle pertinenze, ma con un limite severo: lo sconto si applica a una sola pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali:
Se compri una casa con due box auto, sul primo pagherai l'imposta di registro al 2% (o IVA al 4%), mentre sul secondo box pagherai l'imposta ordinaria al 9% (o IVA al 10%). L'atto notarile deve specificare chiaramente quale pertinenza viene legata all'abitazione principale.
Il fisco concede le agevolazioni per aiutare i cittadini a stabilizzarsi, non per fare speculazione immobiliare. Per questo motivo, se decidi di vendere la tua prima casa prima che siano trascorsi 5 anni dal giorno del rogito, perdi retroattivamente tutti i benefici fiscali.
L'unico modo per salvare lo sconto ed evitare la sanzione del 30% è acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale entro un anno dalla vendita della vecchia casa.
Se invece vendi dopo i 5 anni, sei libero di fare ciò che vuoi: le agevolazioni sono definitivamente salvate e non dovrai ricomprare un'altra casa per forza entro l'anno.
Molti pensano che il notaio si limiti a inserire nel testo dell'atto le dichiarazioni firmate dall'acquirente. Nella realtà del 2026, i controlli telematici preventivi degli studi notarili sono diventati stringenti.
Il notaio verifica in tempo reale le intestazioni catastali su tutto il territorio nazionale per proteggere l'atto da vizi di nullità e per segnalare all'acquirente eventuali incompatibilità (come una vecchia donazione o una quota ereditata di un'altra casa che potrebbe bloccare l'agevolazione).
Stai per firmare il preliminare e vuoi la certezza matematica di avere diritto ai bonus 2026? Ogni situazione patrimoniale e familiare presenta sfumature che i calcolatori automatici non possono analizzare. Mettiti in contatto con un notaio della tua provincia per verificare la tua situazione e richiedere un preventivo trasparente.